La coerenza narrativa

Per “coerenza narrativa” intendo tutto quell’insieme di elementi all’interno di un testo che lo rendono fluido e trasparente, in modo che leggendolo si rimanga trasportati degli eventi senza nemmeno rendersene conto. Non trovate meravigliose quelle storie coinvolgenti in cui è possibile immergersi per ore?

Ma come scrittori, su cosa è possibile porre l’attenzione per migliorare la coerenza narrativa? Gli aspetti sono molteplici.

Una delle caratteristiche da valutare, per esempio, è la voce all’interno del testo. Capita spesso di iniziare a scrivere e quando la storia è terminata, l’inizio e la fine non coincidono come stile narrativo. La voce quindi dell’autore ha toni diversi nelle diverse parti del testo. Può sembrare strano, ma soprattutto per storie lunghe, che richiedono molti mesi (talvolta anni) di esecuzione, la voce del narratore e quindi lo stile personale potrebbe variare. La scrittura è come uno specchio che riflette gli stati d’animo e il momento presente in cui scriviamo, quindi può capitare di iniziare con un certo mood e finire con tutt’altro.

Quindi cosa fare?

Prima di tutto, a mio avviso, non bisogna fermarsi davanti a questa eventualità. È importante scrivere e scrivere tutto così come ci viene. Ogni autore ha il proprio metodo di scrittura, c’è chi ha già tutto ben chiaro in mente ancora prima di mettere il punto alla prima frase e chi, invece, non ha idea di dove lo porterà la fantasia (io spesso faccio parte del secondo gruppo). Quindi è giusto seguire le proprie intuizioni e scrivere senza porsi troppe domande per evitare di frenare il processo creativo.

Valutare la propria coerenza narrativa all’interno di uno scritto ritengo che sia un’operazione da fare una volta terminata la stesura dell’opera. Quando decidiamo di scrivere la parola “fine”, quando tutti gli elementi del testo hanno trovato la loro collocazione e la sequenza degli eventi è conclusa allora è il momento di iniziare il secondo step.

Per fare ciò, consiglio di mettere da parte per qualche giorno la propria opera e dedicarsi a tutt’altro, in modo da far decantare le emozioni e le idee. Datevi spazio e lasciate sedimentare gli eventi, avete appena finito di scrivere un libro!

Il secondo step

Trascorso il tempo che ritenete necessario, riprendete il vostro scritto dall’inizio e cercate di guardare tra le righe con occhi nuovi. So che non è facile, perché ognuno legge e rilegge costantemente i periodi, i capitoli del proprio testo in corso d’opera, finendo per conoscere a memoria ogni virgola, ma qui si tratta di un livello differente. Per osservare la propria coerenza narrativa infatti non è necessario concentrarsi sulle virgole, ma sul modo in cui emergono gli eventi. A questo punto infatti siete consci di come la storia effettivamente si conclude ed è più semplice avere una visione d’insieme.

Già, perché anche questo è un aspetto importante. In corso d’opera non sempre sappiamo dove le nostre idee ci porteranno, ma una volta finito, sarà più facile inserire nel testo nuovi richiami o chiarie alcuni punti per mantenere i collegamenti nella storia e quindi la coerenza narrativa.

È giusto poi fare attenzione ai particolari, quei dettagli di cui il lettore non si accorge, ma che contribuiscono a formare il sottofondo nell’immaginazione di ognuno. Nel caso di un testo di narrativa, per esempio, se un personaggio all’inizio della storia viene descritto con la passione smodata per il whisky e nel corso degli eventi non vi è alcun cambiamento in merito, non possiamo lasciar scritto alla fine che la sua passione è per il gin.

Anche la coerenza narrativa nei dialoghi tra i vari personaggi è molto importante. Mantenere particolari i caratteri dei diversi protagonisti non è semplice e la capacità di far emergere le differenze può piano piano sbiadire con il proseguire della narrazione. È quindi importante valutare i caratteri dei personaggi e ritrovarli anche modificati, ma con un giusto pretesto, facendolo emergere nel testo.

Ecco, questi sono alcuni spunti che spero possano esservi d’aiuto per porre l’attenzione su quegli elementi che magari, nella foga dello scrivere, vengono talvolta trascurati.

Buona scrittura!

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