The true secret of writing – Scrivere zen

Due libri di Natalie Goldberg per chi vuole scrivere

Come spessissimo accade, mi sono imbattuta nei libri di Natalie Goldberg “per caso” (ma il caso non esiste). Ho apprezzato molto entrambi, anche se Scrivere zen forse mi ha trasmesso qualcosa in più; soprattutto ho trovato incredibile la capacità che hanno queste pagine di far sorgere nel lettore la necessità immediata di lasciare qualunque cosa si stia facendo per mettersi a scrivere, non importa cosa, ma scrivere, scrivere e scrivere. Mettersi in discussione, provare, sperimentare, essere liberi nell’esprimere le proprie idee senza pregiudizi o giudizi.

Il primo che ho letto è stato Scrivere zen e ne sono rimasta affascinata: è uno di quei libri da leggere più volte per afferrare significati diversi e approfondire quelli già sperimentati. Credo infatti che a breve ripartirò con la lettura! Molto interessante è l’organizzazione in capitoli indipendenti e a sé stanti, quindi non è necessario partire dal principio per arrivare alla fine, ma si può aprire il libro nel mezzo e poi scorrere in avanti o indietro, oppure saltare di capitolo in capitolo senza ordine. Anche qui, assoluta liberà di assorbire i concetti, come la libertà di scrivere; prima un capitolo o prima un altro, è il lettore a decidere.

Il consiglio relativo alle sessioni di scrittura è stato determinante. Sinceramente, prima di leggere questo libro, avevo sempre interpretato l’atto di scrivere come un qualcosa di molto intimo, personale, riservato. Come se la presenza di altre persone potesse intromettersi troppo prepotentemente nella concentrazione dello scrittore. E mi sbagliavo.

Da quando ho scoperto le sessioni di scrittura, grazie a Scrivere zen, praticamente non posso più farne a meno. Il fatto di trovare un’amica, un amico, un cugino, un fratello, una sorella, una figlia o un gruppo si sconosciuti con cui condividere il tempo per scrivere è assolutamente stimolante e creativo. Dopo aver scoperto le sessioni di scrittura nel libro della Goldberg, io e la mia compagna di scrittura abbiamo preso un barattolo di vetro, ci abbiamo messo dentro dei bigliettini ripiegati con su scritto delle tematiche casuali, abbiamo scelto due quaderni, delle candele e il gioco era fatto.

Ogni volta allestiamo la nostra sessione di scrittura in un posto diverso girovagando per casa a seconda di dove ci porta l’ispirazione (in cucina, sul terrazzo, in camera o in salotto sdraiate sul tappeto; lasciatevi ispirare), poi estraiamo un bigliettino dal barattolo magico di vetro, impostiamo il timer e non stacchiamo le penne dai fogli finché il cellulare non trilla la fine della sessione. È magico, coinvolgente, trainante e incredibilmente interessante: non ci sono giudizi, non c’è bello o brutto, non ci sono errori o migliorie; c’è solo scrittura e pensieri trasportati su carta. È libertà.

Il secondo che mi è “capitato” tra le mani è stato The true secret of writing. Purtroppo non c’è la traduzione in italiano, ma la versione originale in inglese è scritta molto bene e facilmente comprensibile. Leggere quelle pagine è stato come partecipare a uno dei ritiri che l’autrice organizza costantemente per i suoi corsi. Vengono descritte le attività svolte durante questi eventi e la concentrazione punta sulla connessione tra il proprio Io, il respiro, i movimenti, le azioni quotidiane e la scrittura.

Come a voler creare un ponte indistruttibile, attraverso il quale collegare la propria anima con le parole, per poi buttarsi nella scrittura. Così, il semplice camminare o il restare seduti su una sedia possono diventare elementi incredibili da cui tratte ispirazione.

Questi sono libri per chiunque voglia scrivere, sono una spinta a farlo, a mettersi in gioco, a provare e migliorarsi.

Quindi buona lettura, ma soprattutto buona scrittura!

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